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Le tendenze del turismo 2020: 5 trend da tenere d’occhio

Con il nuovo decennio alle porte, è arrivato il momento di guardare quali saranno le tendenze del turismo per i prossimi anni a venire. Ci sono molti cambiamenti in atto nel mondo, alcuni dei quali possono influenzare molto il nostro settore già dai prossimi mesi.

Ad esempio, abbiamo una nuova generazione di viaggiatori che sta diventando maggiorenne (la generazione Z, dai 10 ai 25 anni), oltre che una maggiore consapevolezza di massa dei cambiamenti climatici

Cresce la cognizione personale di come ogni individuo debba essere responsabile del proprio apporto di inquinamento sul pianeta (misurato dal cosiddetto carbon footprint, letteralmente “impronta di carbonio”; se sei curioso di misurare la tua puoi andare al sito carbonfootprint.com); cognizione che si traduce in un comportamento più responsabile nei confronti dell’ambiente, con meno viaggi in aereo e vacanze più sostenibili.

Da non sottovalutare anche il fenomeno dell’overtourism, determinante nella scelta di moltissimi viaggiatori che preferiscono evitare hotspot sovraffollati scegliendo invece luoghi meno familiari. È il caso ad esempio di Venezia e Santorini, per le quali vediamo un innalzamento dell’età media per il viaggiatore che sceglie queste mete; i turisti più giovani optano invece per luoghi limitrofi, visitando l’hotspot in giornata o solo per poche ore.

Ma non indugiamo oltre: andiamo a vedere quali sono le 5 tendenze del turismo da considerare per il prossimo decennio.

1. Home-tels

La prima delle tendenze del turismo del prossimo decennio vede un miscuglio tra le soluzioni più ricercate per i pernottamenti. Con Airbnb che elenca sempre più hotel sulla sua piattaforma e gli hotel che cercano di rivedere la propria struttura con un tocco più locale, non c’è da meravigliarsi che i marchi ibridi di casa stiano iniziando a prendere piede.

Molto più stimolanti degli apart-hotel, considerati spesso insipidi e senza personalità, per la loro realizzazione si stanno muovendo aziende come Domio, una catena che conta già molteplici proprietà di design negli Stati Uniti e a Londra con un’offerta di supporto per gli ospiti 24 ore su 24.

Oltre a Domio, troviamo le case di Veeve a Londra, Los Angeles e Parigi, con servizi di prim’ordine, ad esempio il recupero degli ospiti in aeroporto e l’assortimento del frigorifero con ciò che viene richiesto dal temporaneo inquilino. E con le pulizie professionali, quindi senza la preoccupazione di doversi rifare il letto.

2. Crociere hipster

Se pensiamo all’utente medio di una crociera, difficilmente ci vengono in mente giovani o giovanissimi. Ecco perché il mercato si sta muovendo proprio in questa direzione: creare delle crociere a portata di millennials e generazione Z.

Il precursore in questo campo è Richard Branson, il multimiliardario a capo del gruppo Virgin, che inaugurerà a breve la sua Virgin Voyages; la prima nave della compagnia, Scarlet Lady, è stata costruita in Italia ed è progettata in maniera completamente diversa da qualsiasi altra crociera prima d’ora.

In primis, ci saranno gli interni progettati da Tom Dixon, l’eclettico designer britannico molto ammirato dalle nuove generazioni; si potranno poi trovare un negozio di tatuaggi, studi di karaoke, una palestra all’aperto, un negozio di dischi in vinile a cura del produttore musicale Mark Ronson, bar che servono il proprio marchio di birra artigianale e ristoranti all-inclusive, con un’offerta che va dagli hamburger vegani impossibili (si chiamano proprio così!) ai cocktail CBD.

3. Vacanze romane spartane

No, non intendiamo che Sparta sta ritornando in auge come meta turistica; le vacanze spartane combinano l’idea di una disintossicazione digitale con una vita minimalista, per cui viaggi con il meno possibile con un bagaglio composto solo da alcuni accessori analogici.

L’idea è di liberare le persone, sia fisicamente che mentalmente, e di aiutarle a connettersi con se stesse e l’ambiente circostante; ad esempio, disegnando con una matita e un foglio di carta, o partendo per un’escursione senza tecnologia. In valigia, solo un paio di biancheria intima di ricambio.

L’aumento dei micro hotel forestali è la prova di come questa tendenza stia prendendo piede; le persone desiderano sempre di più soggiorni in posti nascosti, progettati per essere rimossi dal mondo moderno. Domanda che è stata prontamente accolta da aziende come Unyoked e Vipp Shelter (disconnesse, sì, ma sempre con il proprio sito internet).

4. Letti a castello da re

La quarta delle nostre tendenze del turismo riguarda gli hotel; i letti twin stanno diventando noiosi, e c’è una notevole fetta del mercato che sta rivoluzionando le opzioni per famiglie e gruppi di amici.

Un primo innovatore è Life House, che ha già tre hotel a Miami, con una quarta apertura a Miami Beach nel 2020, più uno a Nantucket e uno a Brooklyn. La Bohemian Suite nella sua elegante proprietà di Little Havana può ospitare quattro persone, con due coppie di letti matrimoniali a castello fianco a fianco, come su uno spazioso treno notturno.

Anche Hilton ha dato segno di volersi muovere in questa direzione: il nuovo brand del gruppo, Motto, vedrà una struttura incentrata su letti matrimoniali a castello in alcune camere.

5. Chiamatelo naturismo

Breaking news: l’industria del costume da bagno fallirà nel giro di qualche mese! Ovviamente stiamo esagerando, ma non è una novità che sempre più persone scelgano una vacanza o un’esperienza naturista (e guai a chiamarli nudisti). 

Sono in crescita infatti in tutto il mondo le destinazioni nature-friendly, con un incremento sostanziale di strutture che dedicano la propria offerta a chi sceglie di lasciare a casa il costume.

Si tratta di una filosofia controversa, che divide nettamente il pubblico tra chi ricerca un ritorno alle origini, abbracciando la propria umanità e vulnerabilità mentre si ristabilisce un legame con la natura che ci circonda, e chi lo trova solo un pretesto per mettersi in mostra a dare sfogo al proprio esibizionismo.

In questa diatriba noi preferiamo non schierarci, ma non è da nascondere che il naturismo sia una tendenza del turismo da non sottovalutare nei prossimi anni, soprattutto praticato in località che non conoscono il problema dell’affollamento.

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